
Video Intervista a Basilio Rizzo. Fonte www.quimilanolibera.net
Il sistema del clientelismo è alla base del motore lavoro italiano. Al primo posto tra le modalità di ricerca di occupazione vi è la rete di conoscenze dirette o indirette familiari. Il potere della conoscenza e della conseguente riconoscenza viene insegnato alle future generazioni. Il futuro professionista sviluppa i suoi desideri di realizzazione in una rete di utili relazioni che già gli preparano il cammino. L'apice della raccomandazione si presenta nel pubblico impiego dove la politica si suddivide corrsipondenti fette occupazionali rispettosa delle proprie percentuali di consenso. Ma la modalità di selezione delle future leve, che per evitare conflitti interni si adeguerà nel suo operato, è talmente penetrata nel nostro pensare comune, che, quando la conoscenza è di sangue, la giustifichiamo supportandola con il vantaggio formativo, se non genetico, di essere figlio di. Il problema oltre ad essere pratico, inserendo persone che potrebbero non essere in grado a fare quello per cui sono chiamate, è anche etico-culturale. Non viene garantita a tutti la possibilità di avere un lavoro equo con la propria formazione e conseguentemente di poter sviluppare, tramite questo, ulteriore conoscenza, a cui inevitabilmente non potrebbe accedere. Si formano così nuove generazioni dedite all'esclusivo sviluppo di relazioni di potere, insegnando che la morale non garantisce margini di profitto.
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