Nella terra che non c'è


(video da Report)
La terra che non c'è si trova nel territorio africano dove l'nformazione non è presente o guidata per offrire al pubblico mondiale solo quello che è possibile sapere, cioè praticamente niente. I pirati somali attaccano le navi mercantili internazionali che passono vicino le coste del loro paese. Cosa porta queste persone a compiere questi atti contro il commercio che viaggia sul mare non è dato saperlo. L'Africa è la terra dell'illegalità, dello sfruttamento delle risorse minerarie e alimentari, dei morti per mancanza di cibo, dei bambini morti per mancanza di cibo e di cure, o per l'utilizzo di cure di dubbia utilità, se non letali, è il paese del traffico di armi che mantiene regimi e opposizioni, entrambi violenti e violentatori, ma è anche la nostra discarica. Dove mandiamo i rifiuti che non riusciamo a trattare, quelli più pericolosi per la vita, e per la sopravvivenza stessa del territorio. I rifiuti delle nostre fabbriche, degli ospedali e i rifiuti nucleri. L'America con L'Europa e le diverse sue nazioni, tra le quali l'Italia, usano il continente del terzo mondo per nascondere quello che il consumo di massa non riesce più a smaltire in casa propria. Ed in questa ottica dobbiamo vedere i pirati somali. Nella loro battaglia per la sopravvivenza, per la loro terra e il loro futuro che Noi stiamo uccidendo. Siamo gli assassini, nel nostro modo di vivere, nel nostro tacere, nel nostro dimenticare, nel nostro accettare, e come tali ci dobbiamo considerare. La Somalia grida, la vera informazione uccisa.

Psicofarmacologia, infanzia e industria farmaceutica



Il presidente del CNOP (consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi) ha diramato un comunicato riferito al DdL n. 126 “Disposizioni concernenti l’impiego di farmaci psicotropi per la cura dei bambini e degli adolescenti” e screening dell’ADHD. In questo afferma, oltre ad auspicare un uso corretto di tali sostanze a tutela dei bambini, la necessità dell'utilizzo degli psicologi per interventi di prevenzione/screening e formazione all'interno degli istituti scolastici. Difficile non prestare attenzione a un pericoloso legame tra l'utilizzo improprio di psicologi per testare e inquadrare i bambini in contesti non appropriati per tale scopo, e la pseudocura farmacologica promossa dalle case farmaceutiche. Dopo gli scandali legati all'utilizzo del Ritalin in America, anche per il rischio di un collegamento tra l'utilizzo di questa anfetamina e l'ideazione suicidaria e l'arresto cardiaco, il farmaco, declassato in fascia 4, è stato reitrodotto in Italia per il trattamento della nuova emergente "malattia" dell'ADHD (deficit di attenzione e iperattività) che secondo le statistiche OMS dovrebbe riguardare una popolazione infantile del circa 2%. Gli enormi interessi economici dietro l'utilizzo di questa anfetamina, sono alla base della nascita e diffusione di questa sindrome invetata dall'APA (società degli psichiatri Americani). Oltre a questo farmaco psicoattivo è entrato nel mercato farmacologico italiano anche una sostanza per la cura per la depressione infantile, meglio conosciuta come Prozac. Questi farmaci sono gli stessi che vengono utilizzati anche per gli adulti, ma in dosi inferiori. Enormi sono i guadagni che possano derivare da un uso massiccio di farmaci psicotropi nell'infanzia e nell'adolescenza. I nuovi pazienti con malattie create e diffuse con strategie di marketing sprezzanti sono sempre più piccoli per creare dipendenti cronici futuri finanziatori delle grandi case farmaceutiche. L'ordine degli psicologi invece di denunciare e contrastare l'idea di malattie mentali inesistenti e non provate, si allea alla visione medico-farmacologica e al suo business trasormando il significato dietro il malessere in un mero guasto biologico da aggiustare.

Bio-psichiatria e controllo sociale



La legge 180, chiamata anche legge Basaglia, ha portato alla chiusura dei manicomi e allo spostamento dei centri di natura psichiatrica sul territorio con una finalità differente, la cura del disturbo mentale. Esiste ancora una forma di controllo su quelle persone che deviano dalla normalità convenzionale determinata storicamente. Il TSO o trattamento sanitario obbligatorio è una forma di ricovero coatto. Così come i SERT, servizi territoriali per le tossicodipendenze, hanno come logica di base quella della "riduzione del danno", cioè ridurre l'impatto sociale delle persone che utilizzano in modo cronico sostanze psicoattive, il tso ha la funzione di agire un controllo su quelle persone definite psicotiche che hanno una maggiore "visibilità" sociale. Altri elementi che determinano la scelta di attuare un tso oltre all'impatto con la comunità di riferimento, sono lo status sociale e il ruolo che ricopre quella determinata persona.
La cura è un concetto che l'ambito psichiatrico ha cercato sempre di fare suo, ma dal quale ne è sempre rimasto lontano. Varie sono le "cure" che la medicina psichiatrica ha proposto nell'arco della storia per disturbi, come ad esempio quello dell'omosessualità, che hanno fatto parte, per poi essere cancellati, dei manuali diagnostici.
Attualmente la psichiatria, nella sua continua ricerca di scientificità e legittimazione, si affidata quasi completamente (escluso altre forme di intervento come l'ellettroshock o la psicochirurgia) agli psicofarmaci. Appellandosi alla determinazione genetica e alla conseguente anormale biodinamica trasmettitoriale delle funzioni mentali, la psichiatria, e con essa la nuova psicologia "medica", cura numerose malattie decise senza alcuna evidenza scientifica.
La nascita di numerose psicopatologie, nate dalle stanze dell'Associazione Psichiatri Americana, e dei conseguenti profitti delle case farmaceutiche, ha iniziato a invadere, prima in America e ora anche in Europa, l'area dei minori. Il rischio è che vengano effettuati test di screening di massa sui bambini per verificare chi necessita di cure psichiatriche e creare in questo modo i pazienti e i clienti del futuro.

Processo Mills-Mr.B.


Berlusconi è riuscito nel suo intento, uscire definitivamente dal processo Berlusconi-Mills dove era accusato di corruzione di un testimone. Il lodo Alfano che permette di dare l'immunità al presidente della repubblica, del consiglio e ai due presidenti delle camere, firmato da Napolitano, rende queste persone "un pò più uguali delle altre" bloccando i processi, anche di tipo penale, che li coinvolgano durante il periodo della loro carica. Questo a permesso a Berlusconi di uscire in maniera definitiva dal processo a suo carico, che riprenderà quando anche il premier, considerata l'età, andrà in pensione. Il processo è partito grazie ad una lettera spedita dal sig. Mills al suo commercialista nella quale affermava di avere aggirato le domande durante una testimonianza in un altro processo di Belrusconi. Per questo servizio Mills sembra avere ottenuto 600.000 euro che non sapeva come fare risultare nella sua dichiarazione dei redditi. Sfortunatamente il suo commercialista lo ha denunciato alle autorità che subito hanno girato la questione ai tribunali di Milano. Ora Berlusconi è fuori dal processo, ma è rimasta la sua controparte che non può appellarsi a nessun lodo e alla sua incostituzionalità.
Come faranno gli avvocati-parlamentari di Mr.B a rimandare o bloccare il processo al sig. Mills? Ricusare il giudice o organizzare finti lavori parlamentari che impediscono agli avvocati di presentarsi al processo? Riuscirà il lodo a superare lo scoglio dell'incostituzionalità?... Forza Mr. B.

Per favore diamo l'immunità al premier




Riporto l'elenco delle cosidette leggi ad personam fatte durante le legislature dei governi berlusconi (fonte wikipedia):



  • Depenalizzazione del falso in bilancio
  • Legge sulle rogatorie
  • Introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica (Lodo Schifani mai entrato in vigore, perchè incostituzionale)
  • la legge Ciriami sul legittimo sospetto
  • la riduzione della prescizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi)
  • l'estensione del condono edilizio alle zone protette (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi)
  • il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)
  • la modifica del Piano di assetto idrologico (PAI) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi
  • l'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento
  • la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni
  • la norma blocca processi (rinominata salva premier) che blocca i proccessi per reati che non creano allarme sociale (per pene fino a 10 anni) fino al 30 giugno 2002 tra cui il processo Mills
Quanti effetti collaterali dannosi per l'intera nazione bisogna sopportare prima che venga finalmente deciso di approvare una legge per rendere definitivamente immune il premier o ancora meglio solo Silvio Berlusconi!

Lo spot del ritorno al nucleare



Il ritorno al nucleare è l'ultimo spot del governo attualmente in carica. Ignorando con estrema disinvoltura la posizione della popolazione espressa con il referendum abrogativo del 1987, si prospetta un ritorno al tentativo italico di rifornirsi di energia nucleare. Mentre negli Stati Uniti e in Europa ci si pone il problema dello smaltimento delle scorie, i rifiuti speciali radioattivi costituiti dai materiali a più stretto contatto con il processo di produzione nei reattori, l'Italia, in piena emergenza rifiuti tradizionali, inizia a scegliere i siti idonei per la progettazione degli impianti. Attualmente i rifiuti nucleari sono situati in siti di deposito transitori aspettando l'individuazione di aree geologiche idonee per lo stoccaggio in profondità a tempo indeterminato o almeno fino a quando, passati 100.000 anni per gli scarti più pericolosi, si suppone sarà decaduta la loro radioattività. Attualmente i principali siti in UE utilizzati per il deposito temporaneo sono: Le Hague (Francia), Sellafield (Gran Bretagna), Oskarshamn (Svezia), Olkiluoto (Finlandia). In Italia si stima che le centrali nucleari abbiano prodotto 55 mila metri cubi di scorie, senza considerare i rifiuti che continuano a formarsi nelle centrali non ancora chiuse in maniera definitiva e i 2 mila metri cubi di scorie di origine ospedaliera (fonte zonanucleare.com; La mappa degli attuali depositi temporanei di materiale radioattivo in Italia). Probabilmente ipotizzando una centrale per ogni regione si potrà coprire un fabbisogno energetico pari al 7% di quello effettivamente necessario.
Non ci vengono date risposte rispetto ai programmi di stoccaggio a lungo termine sotto terra.
Non ci vengono date informazioni rispetto ai tempi di realizzazione che rientrano almeno in un arco di dieci anni, il doppio considerando le difficoltà di vario genere, politiche e mafiose in primis, di cui bisogna tenere conto in Italia.
Non viene ipotizzato l'utilizzo di altre fonti, come quelle rinnovabili, su cui puntano molto gli altri paesi della UE, più esperti di noi sui problemi del nucleare, e che potrebbero coprire la stessa percentuale di produzione energetica.
Non ci viene detto che in Francia, il principale stato europeo nella produzione nucleare, circa il 40% dell'acqua, l'oro blu attuale e del prossimo futuro, viene utilizzato nel raffreddamento dei reattori, senza considerare i numerosi casi di radioattività dell'acque nei pressi delle centrali.
Non si punta sulla ricerca per quella che viene definita la quarta generazione di centrali sulla carta più sicure e con meno produzione di scorie.
Non ci viene detto niente sui rischi e la sicurezza delle zone che si troveranno nelle vicinanze delle centrali, anche se Chernobyl ci insegna che gli effetti si sentono anche a distanza di centinaia di chilometri e a distanza di decenni.
Inizierà mai la programmazione di una politica energetica che punta da una parte sullo spostamento da una produzione centralizzata a una produzione delocalizzata e di autosostentamento dei diretti fruitori e consumatori e dall'altra su una riorganizzazione politica e culturale dell'abuso, industriale e civile, di tipo energetico?
Aspettimo invano una ripsosta politica e una discussione democratica informativa dopo il prossimo messaggio promozionale.